La casa del viandante

E’ bello starsene a casa propria ed accogliere il mondo che arriva: ogni giorno qualcuno bussa, trasportando valige faticose o bagagli quasi inesistenti, provenendo dai posti più strani: ingegneri indiani, mercanti cinesi, studenti messicani, industriali afgani, qualche tedesco, americano, canadese, svizzero, molti spagnoli e russi, pochi francesi, dando prova di un’umanità sempre più interrelata. Arrivano anche moltissimi italiani: danzatori, avvocati, medici, ragionieri, sportivi, motociclisti, attori, coppiette innamorate, ragazzi all’avventura, pazienti in cerca di cure. Non c’è modo di conoscersi a fondo, ma talvolta bastano qualche sguardo, un sorriso e poche parole per riconoscere piacevolmente la comune pacifica appartenenza alla stessa umanità, allo stesso mondo, se pur con molteplici varianti. Chi cerca una camera è stanco e affaticato dal viaggio o dal lavoro e vuole un letto comodo in un ambiente pulito in cui sentirsi anche un po’ protetto. E’ quello che cerchiamo di dare, fin dai primi minuti con spirito di accoglienza e disponibilità. Ci stiamo riuscendo? Speriamo di sì! La nostra soddisfazione è restituire al nuovo giorno una persona riposata e serena.

...arrivano

…arrivano

...ben arrivati!

…ben arrivati!

...ma dove sono capitato?

…ma dove sono capitato?

...nel posto giusto!

…nel posto giusto!

stringo troppo...

stringo troppo…

però!...simpatici!

però!…simpatici!

già amici!

già amici!

Ci teniamo ad avere prezzi bassi: una astuta regola benedettina impone ai monasteri di vendere le loro merci ad un prezzo inferiore a quello praticato dai mercanti e noi cerchiamo di adeguarci a questa regola che ben coniuga motivi spirituali ed economici. I prezzi bassi fanno contenti Dio e gli uomini e ci permettono di riempire sempre le camere. Ho acquistato molti anni fa questa casa, senza l’intenzione di aprirvi un bed and breakfast. Poi, vivendoci, ho capito che gli spazi erano adatti a svolgervi un’attività ricettiva, perché le camere sono tutte piuttosto grandi e ben orientate. Successivamente, con grande sorpresa, ho scoperto che effettivamente la casa era stata costruita per farvi una locanda. Le persone che entravano in città si fermavano qui, dove era possibile soggiornare e far riposare i cavalli. La città era ancora lontana e tra questa casa e il centro vi era solo campagna. Nelle attuali soffitte, tutte dotate di camini in pietra, alloggiavano i “cameranti”, cioè i braccianti agricoli che venivano assunti per coltivare le terre circostanti. La casa è stata costruita agli inizi del 1800 in solidi mattoni rossi, travi in legno e lambrecchie, una pietra larga e piatta, tipica emiliana, utilizzata per tetti e solai. E’ stata interamente ristrutturata, mettendo in evidenza i volti, i soffitti in cotto e i travi in legno. Quasi tutti gli ambienti sono stati abbelliti da piacevoli affreschi. Le finestre della facciata sono splendidamente decorate con motivi dell’epoca. Per rendere l’attività eco sostenibile sono stati installati un impianto fotovoltaico ed un impianto termico solare.

Qualche notizia su di me

Con i risparmi delle mie attività lavorative (lavoro in psichiatria e contemporaneamente in una società industriale da molto tempo), ho acquistato 20 anni fa la casa, che poi ho ristrutturato un po’ alla volta.

Ora con i proventi del bed and breakfast finanzio l’attività più intensa e soddisfacente della mia vita: due missioni umanitarie, una in Albania e una in Uganda.

In Albania aiuto da tempo alcune famiglie in difficoltà, con le quali si sono consolidati importanti rapporti di amicizia. Da quasi 10 anni vado lì più volte l’anno e trascorro con loro quasi sempre le vacanze estive e natalizie.

L’Albania corre veloce ed è bello constatare i progressi che questa piccola, controversa nazione sta compiendo.

A1 una bellissima famiglia
A2 quanto bene!

A3 che rabbia! il mio gelato è già finito

In Uganda cerco di promuovere lo sviluppo di un piccolo villaggio dove vivono 130 persone. Nessuno lavorava e vivevano del poco che le donne riuscivano a coltivare zappando. Gli ho aiutati ad aprire una piccola officina meccanica ed una attività di allevamento. Ho poi mandato a studiare una quindicina di bambini in piccoli e semplici college e sostengo il reddito di alcune famiglie.

In Uganda ho poi attivato un progetto di alfabetizzazione in un carcere minorile, dove ho assunto un’insegnate che è sempre a disposizione dei 40-50 ragazzi lì detenuti. I casi più gravi vengono aiutati, avviandoli allo studio o al lavoro e procurando un alloggio. Ho conosciuto in quel carcere una bambina incinta di 14 anni che era stata abbandonata dal suo ragazzo e dalla sua famiglia. Ci stiamo prendendo cura di lei e del suo splendido figlio che è nato a dicembre 2015 e del quale potete vedere le foto. Hanno voluto chiamarlo Sergio.

Trascorro in Uganda almeno un mese all’anno. E’ una terra bellissima, fertile, con una vegetazione lussureggiante e una marea di bambini belli e simpatici. La gente è gentile, umile e fiera. Vivono con molto dignità la loro condizione di povertà. Non si muore quasi più di fame ma si muore invece molto frequentemente di malattia. Gli ospedali ci sono, ma quasi nessuno ha il denaro per farsi curare.

Lì con poco si fa molto.

Con gli strumenti a disposizione oggi, basta una richiesta di aiuto lanciata con un messaggino e in poche ore posso far arrivare sul posto, nelle mani della persona che ne ha effettivamente bisogno, i pochi soldi che servono per dare una svolta alla sua vita.

U1 Sergio con la sua mamma appena nato
U2 Sergio a tre mesi
U3 mamma con figlio
U4 mamma con figlio nel bush
U5 belli e furbetti

U6 la scuola sotto albero maestra e lattante
U7 il pellegrinaggio per lacqua
U8 la domenica si fa festa!

U9 se non ci fossero le donne

Ogni anno vado a trovare questi amici e si fa festa: sono le feste migliori a cui ho mai partecipato, perchè lì si festeggia semplicemente la vita, si condivide la gioia di esistere!

Un grazie a tutti i miei clienti che mi stanno dando la possibilità di vivere questa intensa esperienza di gioia totale!”

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